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Thursday, 30 January 2014

Internet star 2 - cooking gnocchi


Una delle mie ultime avventure lituane si è svolta a Utena, capitale della contea a cui appartiene Zarasai. In questa cittadina un po' anonima, famosa per l'industria tessile, un florido mercato di auto di seconda mano e l'omonima birra, Cinzia ed io siamo state ospiti del programma "Europe in the kitchen" (L'Europa in cucina), ideato dalla web tv Utenos Internetinė Televizija. Si tratta di un progetto gestito da alcuni giovani creativi che pubblicano i loro video su YouTube, imparando a conoscere i linguaggi della televisione e del web e sviluppando spirito d`iniziativa. Nel 2013 si sono aggiudicati il primo premio in una competizione studentesca.
Già il titolo indica che abbiamo partecipato a un programma di cucina, in cui ospiti da tutta Europa -in genere altri EVS- preparano un piatto tradizionale e raccontano attraverso il cibo così la propria cultura. La nostra scelta è caduta sugli gnocchi al pomodoro, piatto che unisce ingredienti semplici con una preparazione scenografica. Che poi, per gli standard lituani tanto semplici non sono: non vi dico la fatica per avere della vera salsa di pomodoro al posto del ketchup...  

Grazie a Brigita, Evelina, Greta, Arnoldas, Ernestas, Justas per averci fatto vivere questa divertente esperienza! Se siamo brave cuoche? Chiedetelo ai nostri amici di Zarasai, che hanno mangiato gnocchi per giorni perché io e Cinzia dovevamo far pratica!

Video:   Potato Gnocchi, Europe in the kitchen, Ep. 2

One of my last lithuanian adventure was set in Utena, capital of Zarasai county.  In this quite anonymous city, famous for clothes industry, second-hand cars and beer, Cinzia and me participated to the tv program "Europe in the kitchen", by the web tv Utenos Internetinė Televizija. It is a project held by creative youngsters who publish videos on YouTube, learning tv and Internet techniques and grow spirit of initiative. In 2013 they won the Best presentation in Best Lithuanian Student Company Competition.
We participated to a kitchen program, where European guests - generally other EVS- prepare a traditional meal and share their culture through food. We decided to prepare gnocchi with tomatoe sauce, a simple plate with a scenographic preparation. To be honest, it may not be that easy for Lithuanians: it was quite hard to get real tomatoe sauce instead of ketchup...

Ačiū to Brigita, Evelina, Greta, Arnoldas, Ernestas, Justas for involving us in this funny experience! Do you wonder if we were good chefs? Ask to our friends in Zarasai, that eat gnocchi for days while Cinzia and me were practicing!

Wednesday, 22 January 2014

Tallinn


Dopo gli edifici neoclassici di Vilnius e il quartiere art nouveau di Riga, era tempo di raggiungere il borgo medievale di Tallinn. Il nome della capitale dell'Estonia significa letteralmente "città danese": furono infatti gli invasori dalla Danimarca a fondare sulla collina di Toompea, nel XI secolo, la prima fortezza di legno. Grazie alla sua posizione favorevole, nei secoli la città conobbe un'importante sviluppo commerciale, entrando nelle rotte controllate dalla Lega Anseatica sotto l'influenza tedesca. Nel 1700 Tallinn fu conquistata da Pietro il Grande e da allora visse sotto la dominazione russa fino al crollo dell'URSS. Negli ultimi anni il Paese, primo tra gli stati baltici ad adottare l'Euro, ha conosciuto una repentina espansione economica evidenziata dai grattacieli futuristici che si profilano lungo lo skyline della capitale, e che contrastano con l'antico nucleo medievale ormai completamente riqualificato.

          

Organizzo il mio viaggio durante il weekend che precede il Natale. Passo la notte nell'accogliente stazione degli autobus di Riga e arrivo prima dell'alba a Tallinn, carica di aspettative. Comincio la mia esplorazione dal nucleo più antico, attraverso le porte nella cinta muraria e salgo sulla collina di Toompea che domina il centro storico. Nelle giornate terse, la vista spazia sul Mar Baltico fino ad Helsinki. Io non sono tanto fortunata, in compenso scovo una enoteca travestita da "Museo della cultura enologica estone" dove faccio conoscenza con il glogg, versione estone del vin brulé. Rincuorata dalla calda bevanda, proseguo la mia passeggiata fino alla bellissima Cattedrale ortodossa russa di Aleksandr Nevsky, che domina la piazza ove ha sede anche il Parlamento.

Parliament
Aleksandr Nevsky Cathedral





Glogg is served with raisins and spiced dried fruits.

Trascorro l'intero pomeriggio perdendomi tra vicoli acciottolati e angusti passaggi tra cortili dove un tempo si aprivano le botteghe artigiane, oggi riadattate a negozi di souvenir o artigianato di lusso. Questo intreccio ha il suo culmine nella piazza Raekoja, sede del municipio. Pare che l'edificio sia l'unico municipio in stile gotico sopravvissuto in Nord Europa, certo grazie alla guardia vigile del Vecchio Tommaso (Vana Toomas) che fin dal 1530 protegge la città dall'alto della torre civica. 
In piazza, tra bancarelle artigianali e chioschi di  glogg, splende l'albero di Natale decorato con i biglietti di auguri e desideri dei cittadini. Babbo Natale accoglie i bambini in una casetta di legno, mentre le renne sonnecchiano pazienti nel loro recinto in attesa della magica notte.

Il giorno successivo raggiungo il barocco Palazzo di Kadriorg, fatto costruire dallo zar Pietro il Grande per la moglie Caterina I insieme al parco in cui è immerso. L'edifico ospita attualmente una delle sedi distaccate del Museo di Arte Estone. Mi limito a un'esplorazione esterna e, forte dei consigli ricevuti in ostello, opto per rifugiarmi nello strabiliante Kumu, la cui struttura in pietra calcarea e vetro sembra uscire direttamente dall'altura su cui poggia. Questo museo, datato 2006, pare raccolga la più importante collezione di arte estone al mondo, coniugando capolavori di pittura e scultura classica e mostre temporanee d'avanguardia. L'ultimo piano ospita addirittura una mostra sul suono: si entra scalzi e capita di ascoltare del rumore bianco emesso da degli imbuti - mai visto niente di simile!

Kadriorg

Kumu
















Concludo la mia visita con una tappa al vecchio Linnahall, il Palazzo Lenin della Cultura e dello Sport costruito in occasione delle Olimpiadi di Mosca del 1980. Si erge come una colossale barricata, separando la città vecchia dal porto. Oggi in disuso, viene utilizzato dai cittadini come enorme terrazza estiva dove prendere il sole. Credetemi, di notte, in inverno, è un luogo davvero agghiacciante.
A nanna presto perché il mattino dopo si riparte all'alba...direzione Tartu!

Raekoja plats and the town hall

Monday, 6 January 2014

La Befana


The 6th January is public holiday in Italy. According to Christian tradition, on this day we celebrate the Epiphany or the revelation of God the Son as a human being in Jesus Christ. The visit of the Magi to the Baby Jesus is also commemorated. 

In Italian folklore, in the night of Epiphany Eve, the Befana visit children to bring them presents. Befana is an old woman with poor clothes who rides a broomstick in the air and carry a hamper full of gifts. The legend says that only children who behaved goodly receives candies and sweets, while those who were bad get only black coal.
The Befana is believed to be an housekeeper who hosted the Three Wise Man during their journey to Baby Jesus. Initially refusing to join them, she changed her mind later on but failed to find them again. From that day, every year she visited all the children hoping to find the Baby Jesus and give him her sweet presents.


Since the Epiphany is the last Feast in Christmas holiday, it's greatedfully celebrated in my family. Me and my brother keep on receive a stockings full of sweets surprises -though we can find sweet black coal- then we eat a fulfilling delicious meal and toast with spumante, sort of Italian champagne (it can be sweet or dry). The traditional desserts are Pandoro or Panettone, sweet yeast breads whose proofing process takes several days: the first a Veronese product shaped like a frustum with an 8 pointed-star section and served dusted with vanilla scented icing; sugar; the second is a symbol of Milan and contains candied orange, citron, and lemon zest, as well as raisins.

Already trying to steal from my brother...

 


Lithuanian Befana brought us midaus nektaras!
Ačiū!!!

Saturday, 28 December 2013

Kalėdos - Christmas

Natale con i miei nonni adottivi!
Le festività natalizie rappresentano un ottimo esempio di come, in Lituania, le usanze cattoliche convivano con le antiche tradizioni baltiche. La tarda cristianizzazione di questa nazione, avvenuta solo nel 1387 al costo di sanguinose crociate, rivela il forte legame di questo popolo con le sue origini pagane e ha permesso la sopravvivenza fino ad oggi di numerosi elementi della cultura naturalistica.
Questo duplice volto emerge durante la celebrazione della Vigilia di Natale, quando ci si ritrova per una cena in famiglia. 



Si inizia con una preghiera e con la distribuzione di ostia benedetta a partire dall'ospite più anziano.
Il numero di pietanze in tavola deve essere pari a dodici, ma non pensate a un pasto luculliano. Si tratta di alimenti cucinati in modo semplice, con ingredienti naturali possibilmente coltivati o raccolti durante l'anno. La carne è bandita, mentre il pesce è accompagnato da insalate di legumi e cereali con barbabietole, oppure funghi raccolti in autunno e messi sottovuoto, così come altre verdure dell'orto.

Il nome kūčiukai deriva da Kūčios,
 ovvero la Vigilia di Natale.
Per tradizione viene consumato una sorta di pudding di avena, magari non molto saporito ma sembra che porti fortuna. Un altro alimento simbolico sono i kūčiukai (o šližikai), piccoli crostini di pasta di pane e semi di papavero, da tuffare -come cereali nel latte- nella kompotas di frutta (succo ottenuto bollendo frutta fresca con tanto tanto zucchero), in acqua e miele o ancora in una sorta di gelatina fluida fatta in casa con frutti di bosco. Il pasto inizia proprio da questo alimento dolce, accompagnato da un rito scaramantico: ogni giovane commensale prende una manciata di šližikai e li conta. Se il numero è pari, convolerà a nozze entro l'anno successivo.
Tranquilli, io ne ho pescati undici!

Babbo Natale ha ricevuto la nostra letterina...



Un'altra tradizione prevede che sotto la tovaglia vengano nascosti dei fili di paglia. L'ospite che estrae quello più lungo avrà l'augurio di una lunga vita, viceversa riceve un segno affatto incoraggiante... Inoltre, il numero di semi rimasti sotto la tovaglia predirà l'andamento del nuovo raccolto.



Terminata la cena ci si reca in chiesa o si aspetta il giorno di Natale per scambiarsi auguri e regali con parenti e amici, e festeggiare con un grande pranzo in famiglia dove compaiono carne, dolci e alcolici.


 Tanti Auguri! Linksmų Kalėdų!


Tuesday, 3 December 2013

Kaunas


Ho trascorso il weekend a Kaunas, la seconda città più grande della Lituania, famosa per il suo alto tasso di criminalità e per essere la roccaforte della mafia lituana. Sorta tra i fiumi Nemunas e Neris, fu fiorente porto fluviale commerciale e assunse il ruolo di capitale del Paese nel periodo compreso tra le due Guerre Mondiali, quando Vilnius era sotto il dominio polacco.


Palazzo dei Matrimoni

Dopo quattro ore di autobus e una sosta a casa dell'amico spagnolo, anche lui EVS, che ci ospita, ci rechiamo nella città vecchia dove assistiamo alla cerimonia di accensione dell'albero di natale cittadino. La calca ci spinge -volenti o nolenti- nella piazza del'ex-municipio, oggi usato come Palazzo dei Matrimoni.
Assistiamo ai fuochi d'artificio e a qualche incomprensibile gag comica, per poi rifugiarci a bere un thè caldo prima di buttarci nella movida di Kaunas, concentrata nei due bei viali Vilniaus gatve e Laisves aleja. La serata si conclude in un pub, bevendo birra scadente, ballando sui più grandi successi dance anni '90 e sfidando due prodi lituani a calcio balilla. Poveretti, il loro orgoglio maschile ne è uscito distrutto...

Pizza lituana, facce perplesse...

La domenica mattina, fredda e piovosa, sembra perfetta per una visita al museo...del Diavolo. Il famoso paesaggista Antanas Zmuidzinavicius (1876-1966) collezionò oltre 2000 statue, maschere e immagini di demoni, oggi visibili in una bella mostra che comprende anche una visita allo studio dell'artista. Sicuramente i reperti esposti attirano l'attenzione, e alcuni pannelli ricostruiscono con obbiettività l'origine e l'evoluzione storica di leggende e tradizioni legate alla figura satanica. Mi stupisce in particolare che nell'antica cultura Baltica non esisteva un concetto assimilabile a quello di Demonio, introdotto solo nel tardo Trecento con la cristianizzazione del Paese (1387). Si creò allora una sorta di mitologica Trinità, con Dio, creatore dell'universo,  Perkūnas, dio del tuono e dell'ordine cosmico, e il Diavolo, dio della terra, del sottosuolo e del mondo dei morti, responsabile del ciclo della vita e della fertilità. Era quindi patrono dei contadini e degli artigiani (capito, papà?).

 

Ci rimane il tempo di una visita alla contemporanea Chiesa della Resurrezione, le cui mura a colonne bianche 
 Chiesa di S.Michele Arcangelo
dominano sulla città, e alla bella Chiesa di San Michele Arcangelo, prima che cali di nuovo il buio e l'oscurità. E' quindi il momento per un aperitivo al bar, dove fare la conoscenza di nuovi amici da tutta Europa, e salutare quelli che tra poco se ne andranno...
Il mio arrivo a Kaunas è stato infatti programmato per poter salutare Maryna, la prima EVS del mio gruppo  ad aver finito il progetto. Le sue valige sono pronte e non vede l'ora di riabbracciare la sua famiglia. Grazie per aver contribuito a rendere speciale questa esperienza lituana!


Pensando al prossimo ingaggio...


Friday, 15 November 2013

Soviet bunker



 L'autobus noleggiato dai ragazzi dello Youth Center si e` diretto Naujasode, a 25 kilometri a Nord di Vilnius - the Capital of Lithuania. Lontano da strade trafficate, immersi nell`oscura foresta di Nemenčinė, sorgono i sinistri resti di un bunker sovietico.



Aspettiamo per un po' al cancello d'ingresso protetto dal filo spinato, finche` si avvicina un soldato con un pastore tedesco al piede, che ci ordina di metterci in fila ed entrare nell'edificio. Della musica russa ci accoglie in un ampio e spoglio salone, decorato solo dalla bandiera dell'URSS, alcuni ritratti dei padri dell'impero e altre vestigia sovietiche. Ci costringono a indossare una pesante giacca e ad abbandonare i nostri effetti personali, borse e macchine fotografiche comprese. Dobbiamo allinearci lungo il muro mentre fa il suo ingresso il capo delle guardie, un uomo possente dalla voce ferma, che con tono minaccioso ci elenca le regole del bunker. Separati dai compagni in due gruppi, ci  addentriamo verso un corridoio male illuminato...


 

Nel 1983 i russi costruirono questo bunker come base militare e stazione TV alternativa in caso di guerra atomica. L`edificio scende fino a cinque metri nel sottosuolo, le mura sono larghe cinquanta centimetri mentre il tetto due volte piu` spesso dello standard previsto per resistere a un`esplosione nucleare. Nella struttura lavoravano stabilmente quindici persone della LRT (Lithuanian Radio and Television), finche` non venne abbandonata nel 1991, allo scioglimento dell'Unione Sovietica. L`edificio venne recuperato per allestirvi l`Underground Museum of Socialism, unico al mondo, dove una compagnia di attori guida i visitatori attraverso un'esperienza inusuale. Come detenuti nel bunker, si viene scortati da militari pronti a umiliare e punire chi non si attiene alle regole. Vietato ridere e scambiarsi battute; bisogna stare perfettamente sull`attenti e rispondere agli ordini in russo. Nelle diverse sale tematiche si approfondiscono vari aspetti della vita quotidiana dei lituani durante la dominazione russa: la propaganda e il reclutamento scolastico, il sistema sanitario, il potere pervasivo e occulto del KGB, le esercitazioni anti-atomiche.

Nell'Unione Sovietica il servizio sanitario era completamente gratuito, ma era difficile procurarsi i medicinali. I denti venivano estratti senza alcun antidolorifico, per cui la gente rimandava eternamente l'appuntamento col dentista fino ad avere la bocca completamente cariata. A quindici anni le ragazze erano costrette a una visita ginecologica per accertare l'assenza di problematiche. In genere si radunavano nel salone di una scuola dove venivano visitate a turno, senza alcuna privacy o possibilità di rifiuto. La visita era obbligatoria una volta all'anno, ma anche per prendere la patente o andare all'estero. Per chiunque lavorasse a contatto con il cibo, la scadenza era addirittura mensile. I ragazzi avevano la prima visita a tredici anni, gią` propedeutica al futuro reclutamento militare. Nella sala dedicata al KGB abbiamo avuto un assaggio dei metodi coercitivi  usati per estorcere confessioni ai prigionieri. Una nostra compagna ha confessato di aver letto e divulgato stampa clandestina, in particolare il romanzo 1984 di Orwell che figurava tra i testi banditi dal regime.
Ho imparato ad assemblare, indossare e smontare una maschera anti-gas (ricevendo pure i  complimenti da uno dei militari per la mia velocita`...). Correre per i corridoi bui indossando la  pesante maschera non e`facile, la vista e` annebbiata e l'udito ovattato. Fa ancora piu` effetto pensare che per i piu` grandi tra i miei amici lituani non era la prima esperienza di questo tipo. La Lituania ottenne l'indipendenza solo nel 1991, e almeno fino a quella data le esercitazioni anti-atomiche erano parte della vita quotidiana e scolastica.
L'atmosfera si distende entrando nell'ultima stanza dove e` ricostruito un tipico negozio sovietico. Sugli scaffali semi vuoti, accanto ai vestiti d'epoca, scatolette di acqua potabile (con tanto di istruzioni), lucido da scarpe usato come sostituto di introvabili cosmetici e un`acqua di colonia molto apprezzata perche` tre volte piu` alcolica della vodka. La taglia di seno delle donne russe era grande quanto il testone della nostra guida-carceriere. E no, non mi ritrovo "due brufoli" solo perche` non mangio carne: posso garantire che ventotto anni di dieta carnivora non hanno funzionato in quel senso...
Dopo una spartana cena con un biscotto e un bicchiere di una strana bibita verde (chiedo: "era molto popolare all'epoca?" risposta: "era l'unica!") facciamo ritorno verso casa, quasi tutti sani e salvi. Senza fare nomi, un paio di persone si son sentite male durante la visita, complice il freddo e l'atmosfera tesa.
Sicuramente questa visita offre un insegnamento profondo per perpetrare la memoria di quel che e` stato ed evitare che si ripeta, e porta un messaggio di orgoglio e rispetto di se stessi come individui e come nazione soprattutto nelle nuove generazioni che quei giorni non li hanno vissuti.